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La Rete di Vicinanza di Santa Lucia: costruire relazioni di fiducia per andare oltre la solitudine

Nel quartiere di Santa Lucia a Bergamo c’è un gruppo di persone over 65 che da cinque anni continua a costruire relazioni, ascolto e vicinanza. Si chiama “Rete di Vicinanza Santa Lucia” ed è nato durante il periodo più difficile della pandemia, quando il bisogno più urgente era semplice e profondo allo stesso tempo: non lasciare sole le persone.

All’inizio erano telefonate. Chiamate fatte ai residenti più fragili del quartiere, soprattutto anziani, per chiedere come stessero, se avessero bisogno di qualcosa, se servisse una mano per la spesa o semplicemente qualcuno con cui parlare. Un’esperienza nata dentro l’emergenza Covid, maturata all’interno del lavoro della Rete di Santa Lucia e collegata alle reti di solidarietà attivate in città in quei mesi attraverso il progetto Bergamo X Bergamo, seguito e curato dal Comune di Bergamo.

Ma qualcosa, nel tempo, è cambiato.

Quelle telefonate non sono rimaste soltanto un gesto estemporaneo di aiuto. Hanno fatto emergere bisogni più profondi: il desiderio di relazioni, la necessità di sentirsi parte di una comunità, la voglia di avere uno spazio in cui incontrarsi e riconoscersi. Da queste consapevolezze ha preso forma un gruppo stabile di cittadini e cittadine over 65 che ha scelto di continuare a esserci, anche oltre l’emergenza. 

Il progetto vede il coinvolgimento del Servizio Partecipazione e reti di quartiere e soprattutto delle Politiche Sociali, che si concretizza in un lavoro educativo e di prossimità che coinvolge costantemente l’educatrice di territorio, la Custode Sociale e l’Assistente Sociale. Queste figure rappresentano un importante punto di riferimento per i partecipanti, favorendo la coesione del gruppo, l’inclusione sociale e il consolidamento delle relazioni di vicinato, oltre a monitorare con continuità l’andamento delle attività e dei percorsi individuali. 

Il gruppo di lavoro, inoltre, si confronta periodicamente con la Rete di quartiere con l’obiettivo di condividere, confrontarsi e aprire l’esperienza al territorio.

Il gruppo si è dato un nome, ha cercato luoghi dove ritrovarsi, ha definito modalità di collaborazione e strumenti per mantenere vive le relazioni. Non soltanto volontariato spontaneo quindi, ma un’esperienza collettiva che si è strutturata nel tempo, mantenendo la sua dimensione più autentica: la vicinanza tra persone.

Durante il percorso ci sono stati momenti di crescita importanti. I partecipanti hanno seguito incontri formativi su come ascoltare le persone, su come orientarle verso i servizi presenti sul territorio e su come affrontare situazioni di fragilità. Parallelamente anche i bisogni del quartiere si sono trasformati. Se all’inizio l’attenzione era rivolta soprattutto agli aspetti sociosanitari e all’isolamento domestico, col passare del tempo è emersa sempre di più la necessità di creare occasioni di incontro e socialità. È così che dalle telefonate si è passati ai momenti condivisi in presenza: il caffè sociale degli incontri del lunedì, attività aggregative, momenti di gioco, percorsi di stimolazione cognitiva e iniziative culturali.

Un aspetto particolarmente significativo di questo gruppo è la sua capacità crescere insieme ai bisogni reali del territorio. La Rete di Vicinanza continua a intercettare persone nuove, accogliendo partecipanti che si avvicinano anche solo per alcuni incontri, spesso attratti da temi specifici o da particolari attività proposte. Pur avendo costruito nel tempo un nucleo stabile di frequentatori, il gruppo mantiene infatti una forte capacità di apertura verso chi cerca occasioni di incontro, confronto e partecipazione.

Le attività spaziano dal gioco alla stimolazione cognitiva, dai pranzi sociali ai caffè condivisi, fino alle collaborazioni con la ludoteca del quartiere. Tra le iniziative più apprezzate ci sono gli incontri di approfondimento culturale, che rappresentano uno degli elementi più originali dell’esperienza. Arte, storia, attualità e memoria del territorio diventano occasioni per imparare, confrontarsi e stare insieme.

In questo processo i volontari svolgono un ruolo fondamentale: intercettano competenze, costruiscono connessioni e valorizzano le energie della comunità, trasformandole in opportunità concrete di partecipazione. È proprio questa capacità di far emergere e mettere in rete le risorse del quartiere che rappresenta uno dei principali punti di forza della Rete di Vicinanza.

Oggi la Rete di Vicinanza è un luogo di appartenenza, una rete informale che prova a tenere insieme le persone e a contrastare quella solitudine quotidiana che spesso accompagna l’invecchiamento.

L’esperienza della Rete di Vicinanza mostra anche un altro aspetto importante: quando i bisogni del territorio vengono ascoltati e accompagnati possono nascere processi capaci di durare nel tempo. Non modelli da replicare automaticamente, ma esperienze che insegnano quanto sia fondamentale costruire relazioni di fiducia tra cittadini, servizi e quartieri.

A cinque anni dalla sua nascita, il gruppo continua a interrogarsi sul futuro, sulle nuove fragilità che emergono e su come mantenere viva questa esperienza. È da queste storie, da questi incontri e da questa disponibilità reciproca che la Rete di Vicinanza continua a crescere, trasformando la prossimità in una risorsa concreta per il quartiere e per le persone che lo abitano.

Cos’è per te la Rete di vicinanza?

La voce delle e dei partecipanti

«Mi trovo molto bene. Ho incontrato persone simpatiche, disponibili e accoglienti. Pensavo che sarebbe stato difficile entrare in un gruppo di persone che non conoscevo, invece è stata una scoperta positiva».

«Si va oltre il semplice trovarsi. Ci si confronta, ci si ascolta, si condividono emozioni. È come se da questi incontri uscisse ogni volta un’immagine nuova di sé e degli altri.»

«Per la mia malattia mi ero isolata molto. Sapevo dell’esistenza del gruppo, ma facevo resistenza. Poi ho deciso di provare e da quel giorno non sono più mancata.»

«Mi piacerebbe che le amicizie nate qui continuassero anche oltre il lunedì. Non è semplice, ma credo che si possa fare. Ho trovato persone aperte, sorridenti, più disponibili di quanto immaginassi.»

«La sfida più grande è intercettare i desideri e i bisogni delle persone, creare occasioni che permettano a ciascuno di sentirsi parte di qualcosa. La vicinanza nasce da piccoli gesti, dall’ascolto e dalla disponibilità reciproca.»

«Non è sempre facile accettare i cambiamenti, la malattia o i limiti che arrivano con il tempo. Ma stare insieme agli altri aiuta. Ci ricorda che, anche quando ci sentiamo più fragili, possiamo ancora costruire relazioni, condividere esperienze e sentirci parte di una comunità.»


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Notizie

Le Reti di Quartiere di Bergamo sono gruppi composti da cittadini, rappresentanti di associazioni, enti, comitati e servizi che hanno a cuore il bene del quartiere e si attivano per realizzarlo.

Spazi del Comune di Bergamo a disposizione della cittadinanza, per incontrarsi, usufruire di servizi e partecipare ad attività culturali formative.

Il servizio Reti di quartiere affianca i servizi comunali nella realizzazione di percorsi partecipativi, coinvolgendo la cittadinanza su progetti specifici come la riqualificazione di spazi, servizi e strumenti di pianificazione urbana.