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Cent’anni di Viale

Cambiamenti e trasformazioni di un quartiere raccontate con immagini storiche

Nel quartiere Centro Papa Giovanni XXIII è previsto nei prossimi anni un importante cambiamento urbanistico: i lavori di ammodernamento della stazione ferroviaria e la realizzazione del progetto “Porta Sud” daranno un nuovo volto alla zona delle stazioni: una trasformazione che nella Rete è stata definita epocale, destinata a mutare radicalmente una parte della città. Le future generazioni potrebbero interagire con un ambiente urbano ben diverso da quello odierno.

A partire da questa suggestione tra i partecipanti della Rete è nata l’idea di documentare la storia e i cambiamenti nel tessuto urbano del centro cittadino, a partire dalla seconda metà del XIX Secolo, quando la Strada Ferdinandea fu prolungata dai Propilei di Porta Nuova per arrivare alla nuova Stazione Ferroviaria (1857). Da allora la città è cresciuta e si è modificata più volte e in quella che a inizio ottocento era ancora zona rurale si è sviluppata una parte del centro cittadino. Il Viale, che già dalla sua fondazione aveva le caratteristiche dei boulevard delle grandi città francesi, è diventato una delle principali arterie della vita urbana.

I partecipanti della Rete hanno pertanto pensato di raccogliere e mostrare le immagini che raccontano Viale Papa Giovanni XXIII e la zona delle stazioni seguendo tre direzioni di ricerca: gli eventi, le mutazioni urbanistiche e negli edifici, le attività storiche.

In quanto porta d’accesso alla città, il Viale è stato attraversato da numerosi eventi: cortei istituzionali, celebrativi e di protesta, parate militari, sfilate allegoriche, manifestazioni sportive. Diverse le trasformazioni subite dal territorio e dai suoi edifici: la piazza d’armi ottocentesca ha lasciato inizialmente spazio al mercato del bestiame, poi divenuto Piazzale Alpini con il monumento inaugurato nel 1962, gli anni ’50 hanno visto la nascita della stazione autolinee dove prima era posizionato un campo sportivo (il Barlassina), l’edificio della stazione è stato abbattuto e

completamente ricostruito a metà anni ’90. Numerose le attività che si sono affacciate sul viale, alcune ancora in operative (L’Eco di Bergamo, Hotel Cappello d’Oro, Cartoleria Ubiali, Hotel

Piemontese), altre scomparse ma ancora ben scolpite nella memoria (Librerie Lorenzelli e Seghezzi, Caldara Giocattoli, Ristorante Da Vittorio, Latteria Valseriana).

Il lavoro svolto dalla Rete è consistito inizialmente nella ricerca di materiale fotografico presso gli archivi cittadini, in particolare L’Eco di Bergamo, Storylab e il Museo delle Storie. Successivamente si sono coinvolti residenti, eredi e discendenti di alcune storiche attività e gli alpini dell’ANA,  che hanno reperito immagini originali ed inedite.

Infine per l’allestimento è stato coinvolto il videomaker Matteo Cundari, appassionato collezionista di

oggetti d’epoca, che ha costruito un percorso espositivo inusuale, accostando alle fotografie televisioni di diverse epoche, oggetti, suoni e voci di eventi di portata storica (uno su tutti: l’elezione a pontefice di Angelo Roncalli).

L’esposizione è stata organizzata nel mese di dicembre 2024 in due luoghi simbolo del quartiere: il Chiostro delle Grazie, che rappresenta uno dei primi insediamenti dell’area (la prima Chiesa è stata eretta nel XV secolo), e l’atrio della stazione autolinee, luogo di transito per migliaia di studenti, viaggiatori e lavoratori.

Complice il periodo natalizio e le numerose iniziative presenti nel centro cittadino, la mostra è stata visitata da un buon numero di persone, suscitando ricordi e curiosità sulle trasformazioni nelle funzioni urbane e negli edifici che si sono avvicendate nella storia, trovando qualche connessione inaspettata con il presente (le immagini di Piazzale Marconi allagato dal torrente Morla degli anni ‘30 e ‘40 hanno inevitabilmente richiamato alla memoria i recenti eventi meteo di settembre 2024). Si sono raccolte da parte di qualche residente nuove suggestioni, nuove direzioni di ricerca e potenziali detentori di ulteriore materiale fotografico inedito.

La Rete intende ora proseguire il percorso di raccolta delle immagini, con la prospettiva di renderle

patrimonio condivisibile da e con tutti i cittadini attraverso la pubblicazione online.

In un mondo che viaggia a ritmi vorticosi, il Viale cambia costantemente forma e assume nuove funzioni: accanto alle riflessioni che la Rete svolge costantemente sui problemi attuali del quartiere, si è ritenuto importante fermarsi, raccontarne la storia, far emergere  un patrimonio di memoria condivisa solo apparentemente dimenticata. La mostra fotografica partecipata è diventata così motore di rinnovata consapevolezza comunitaria.

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Le Reti di Quartiere di Bergamo sono gruppi composti da cittadini, rappresentanti di associazioni, enti, comitati e servizi che hanno a cuore il bene del quartiere e si attivano per realizzarlo.

Spazi del Comune di Bergamo a disposizione della cittadinanza, per incontrarsi, usufruire di servizi e partecipare ad attività culturali formative.

Il servizio Reti di quartiere affianca i servizi comunali nella realizzazione di percorsi partecipativi, coinvolgendo la cittadinanza su progetti specifici come la riqualificazione di spazi, servizi e strumenti di pianificazione urbana.