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Mettiamoci in gioco. Un corso per imparare a comunicare meglio.

Alla Casa del Quartiere di Monterosso un nutrito quanto vario (per età, professione e provenienza), numero di persone ha vissuto con partecipazione un corso chiamato “Mettiamoci in gioco”, diventando in tre incontri un Gruppo, nel quale ci si è sentiti tanto sicuri e accolti da potersi esporre anche nelle proprie parti più fragili.

Andiamo con ordine.. Le sei associazioni e realtà del territorio che cogestiscono con il Comune la Casa del Quartiere, grazie a un finanziamento del Comune stesso, hanno voluto e organizzato un corso, condotto da Massimo Rotini, sulla comunicazione e la gestione dei conflitti. Il percorso, aperto a tutti ma pensato in particolare per chi sul territorio è impegnato nelle tante associazioni presenti, è stato progettato con l’intento di fornire ai partecipanti strumenti pratici e riflessioni mirate per migliorare le proprie capacità relazionali e comunicative, da poter spendere nei rapporti familiari, di lavoro e di comunità.

Gli incontri sono stati condotti come laboratori sperimentali: il formatore ha proposto al gruppo sfide e attività in un crescendo di coinvolgimento che ha portato le persone ad approfondire conoscenza, sintonia, intimità, empatia.

Se qualcuno si fosse affacciato in quei tre sabato mattina del corso avrebbe visto un gruppo di adulti che si lanciavano palline e palloni di ogni misura, che si muovevano per lo spazio scambiandosi, non senza fatica, sguardi e abbracci, che si improvvisavano ingegneri costruttori di ponti, reali e tra persone, che disegnavano, incollavano e si divertivano come bambini; avrebbe potuto sentire uomini e donne raccontarsi, aprirsi sempre di più, confrontarsi in un luogo sicuro e sperimentare nuovi modi di comunicare, dire anche cose scomode, ascoltarsi e ascoltare l’altro.

Tra loro anche Cristina, mamma dell’Istituto Camozzi e rappresentante della scuola primaria Papa Giovanni all’interno del Comitato Genitori per la Rete di Quartiere.

“Ho voluto fare questo corso pensando di ricevere tante teorie da poter ‘applicare’ nei miei ruoli, ma è stata una vera sorpresa. Le teorie comunicative, anziché essere solo spiegate, le abbiamo vissute in prima persona, passando dal corpo, dagli sguardi, dai gesti e dalle parole condivise. È stato un percorso che ha fatto emergere emozioni inattese e profonde, a volte commoventi.

Il gruppo era molto eterogeneo, e proprio questo ha reso l’esperienza ancora più significativa: ci conoscevamo già in quanto rappresentanti di associazioni, ma in questa occasione ci siamo conosciuti davvero, anche nelle nostre fragilità.

Massimo ha proposto tre incontri molto diversi tra loro, che ci hanno fatto esplorare quanto può essere ampio e sfaccettato il mondo della comunicazione. Dopo tre incontri, eravamo un gruppo unito: forse aggiungerne un paio in più sarebbe stato perfetto.”

Al termine degli incontri/laboratori è emerso forte il desiderio di proseguire con altre opportunità per mettersi in gioco. Un segnale chiaro di quanto, in un contesto sicuro e curato, anche la formazione possa diventare esperienza trasformativa.

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Notizie

Le Reti di Quartiere di Bergamo sono gruppi composti da cittadini, rappresentanti di associazioni, enti, comitati e servizi che hanno a cuore il bene del quartiere e si attivano per realizzarlo.

Spazi del Comune di Bergamo a disposizione della cittadinanza, per incontrarsi, usufruire di servizi e partecipare ad attività culturali formative.

Il servizio Reti di quartiere affianca i servizi comunali nella realizzazione di percorsi partecipativi, coinvolgendo la cittadinanza su progetti specifici come la riqualificazione di spazi, servizi e strumenti di pianificazione urbana.