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Roba scambiada… collaborazione riuscita!

Tessere relazioni nel quartiere di Centro Sant’Alessandro

Il 2024 della  Rete di Centro Sant’Alessandro è stato caratterizzato dall’organizzazione di alcune iniziative per sperimentare nel concreto la collaborazione tra i soggetti che la compongono e la promozione nel quartiere dell’esistenza della Rete.
Nel mese di febbraio la Rete di quartiere ha organizzato una Festa di Carnevale all’interno degli spazi de La Fabbrica dei Sogni, un’organizzazione di volontariato che accompagna nello studio numerosi studenti (bambini e ragazzi) con background migratorio. 

È stata la prima occasione dopo tanto tempo per la Rete di sperimentarsi in un’attività collaborativa per offrire alla cittadinanza un momento aggregativo che fosse interessante per tutti e tutte, tenendo conto della conformazione sociale del quartiere, in cui abitano persone residenti in questa zona centrale da generazioni e persone che arrivano da paesi stranieri e che hanno condizioni socio-economiche molto diverse tra loro.

La sfida è riuscita: per un pomeriggio, grazie alle attività proposte, persone che difficilmente si incontrano pur abitando lo stesso quartiere, si sono sedute vicine a godere dello spettacolo musicale offerto dagli studenti dell’istituto Mazzi e dello spettacolo di burattini in bergamasco (senza traduzione!) e hanno mangiato qualcosa insieme.

Dopo l’esperienza positiva le realtà che compongono la Rete hanno proseguito nella propria riflessione, approdando a nuove idee. La Festa di Carnevale aveva, come comprensibile, attirato famiglie e bambini (e anche alcune persone anziane), quindi si è pensato di darsi l’obiettivo di coinvolgere maggiormente anche i giovani con una proposta attraente per loro. Si è deciso per il baratto di vestiti (Swap party), un’attività molto in voga tra ragazze e ragazzi, che veicola in modo leggero messaggi positivi sulla possibilità di consumare nel rispetto dell’ambiente.

Fin dalla preparazione alcuni partecipanti della Rete hanno condiviso quanto nelle loro possibilità per la riuscita dell’evento: i poeti del Ducato di Piazza Pontida hanno dato il titolo in bergamasco “Ròba scambiada, lόnga dürada” (vestiti scambiati, lunga durata), l’oratorio dell’Immacolata ha messo a disposizione i suoi spazi, l’associazione Mario Conte per i diritti dimenticati e la Bottega in Cortile hanno ideato laboratori tematici, altri soggetti (Cortile di San Giorgio, Associazione Mutuo Soccorso, Teatro Prova, singoli cittadini) si sono attivati per la scelta della docu-serie da proiettare e per l’organizzazione pratica. Nel percorso di ideazione sono poi stati coinvolti altri soggetti del quartiere – associazioni e commercianti – che avessero affinità al tema del riuso e dell’abbigliamento sostenibile: Casa Samaria (laboratorio sartoriale che offre occasione di reinserimento lavorativo a donne carcerate) ha confezionato delle bellissime borse con stoffe riciclate, il Negozio Leggero (vendita di prodotti senza imballaggi) ha partecipato con un’attività di tintura naturale dei tessuti, Piuomeno (negozio di sartoria) ha contribuito con “attacca bottone” nel dare l’opportunità a tutti di re-imparare una pratica antica ma in disuso, Spazio Autismo ha voluto esserci con un laboratorio artistico e la libreria Incrocio Quarenghi ha organizzato la presentazione di un libro sul rammendo creativo. Il luogo del baratto dei vestiti è stato decorato con le piante di Zenzero, fiorista del quartiere. Il palinsesto è diventato vieppiù corposo, con attività ed eventi che hanno coperto l’arco di un’intera giornata e riempito diversi spazi dell’oratorio.

Il 22 settembre l’oratorio si è animato fin dalla prima mattina con persone venute a scambiare vestiti e partecipare alle attività. Nel pomeriggio si è aggiunta la colorata partecipazione delle ragazze e i ragazzi della Scuola di moda Silv, con un incontro divulgativo tenuto dagli studenti e una vera e propria sfilata di abiti confezionati con tessuti di riciclo.
Nella Rete si è condivisa la soddisfazione per l’ottima riuscita dell’iniziativa: la collaborazione tra diversi soggetti ha portato grande ricchezza e varietà di proposte, la voglia di mettersi in gioco dei partecipanti è stata contagiosa e l’ottica di “rete” che ha unito tutti intorno al medesimo obiettivo, ha permesso di valorizzare ciascuno senza bisogno di rivendicare le appartenenze. Si è creato così un clima positivo che ha permesso di offrire a tutto il quartiere una bella occasione di convivialità e di riflessione.

Si è deciso pertanto di replicare con un nuovo appuntamento il 14 dicembre: in questa occasione oltre ai vestiti sono stati scambiati giocattoli con il coinvolgimento fattivo delle bambine e bambini che frequentano l’oratorio, si sono costruiti giochi e origami, per terminare con una merenda e lo scambio di auguri natalizi.

Grazie a queste iniziative, tra i partecipanti della Rete si è consolidato il piacere di collaborare tutti insieme e si creata qualche nuova consapevolezza: in qualsiasi iniziativa ogni partecipante può portare le proprie specificità rendendola più ricca; in ogni quartiere esistono risorse, capacità, disponibilità che la Rete può attivare in un processo di riscoperta e restituzione pubblica.

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Notizie

Le Reti di Quartiere di Bergamo sono gruppi composti da cittadini, rappresentanti di associazioni, enti, comitati e servizi che hanno a cuore il bene del quartiere e si attivano per realizzarlo.

Spazi del Comune di Bergamo a disposizione della cittadinanza, per incontrarsi, usufruire di servizi e partecipare ad attività culturali formative.

Il servizio Reti di quartiere affianca i servizi comunali nella realizzazione di percorsi partecipativi, coinvolgendo la cittadinanza su progetti specifici come la riqualificazione di spazi, servizi e strumenti di pianificazione urbana.