La narrazione come motore della relazione
Era il 2024 quando, durante l’organizzazione dell’annuale Festa dei Vicini di Boccaleone, qualcuno si è domandato: ma le persone che non possono uscire di casa, come le raggiungiamo?
La Festa dei vicini, che è ormai arrivata alla sua decima edizione e si svolge ogni anno l’ultimo venerdì del mese di maggio, vuole infatti promuovere le relazioni di vicinato e rafforzare i legami di prossimità e solidarietà, con gesti semplici come trovarsi nei cortili e negli spazi pubblici del quartiere e condividere la merenda, un po’ di buona musica, giochi, letture e chiacchiere con i propri vicini di casa.
Nella rete di quartiere di Boccaleone l’attenzione verso i più fragili è sempre stata al centro delle riflessioni, complice anche il fatto che alla rete partecipano associazioni e servizi che hanno questa attenzione come mission, in particolare la San Vincenzo, ASST Papa Giovanni XXIII con i servizi per la salute mentale, i progetti di inclusione sociale e i servizi per anziani del Comune di Bergamo, Condominio Mater e il progetto I quadrotti di Boccaleone, e molti altri.
Così la domanda: come raggiungiamo chi non può uscire di casa? è sorta spontanea.
E la risposta è arrivata subito: andiamo a trovarli. E così, insieme alla custode sociale, è stato proposto a una decina di persone con difficoltà a uscire di casa, se avevano piacere a ricevere una visita con un piccolo dono. I quadrotti di Boccaleone hanno confezionato un piccolo manufatto all’uncinetto e il gruppo di cammino del progetto di inclusione sociale (Senzacca), insieme all’educatrice del progetto e alla custode sociale, sono andati a fare visita a queste persone, che si sono mostrate molto accoglienti e contente di questo piccolo momento di attenzione. La rete ha quindi deciso di ripetere la cosa anche in occasione del Natale e della Festa dei vicini dell’anno successivo. Anche due persone del Centro diurno Daycare di ASST Papa Giovanni XXIII, insieme alla loro educatrice, si sono unite al progetto.





Durante questi incontri ci si è accorti che le persone sole nel quartiere di Boccaleone sono molte, e il tempo a disposizione sembrava non bastare per tutti: molte persone avrebbero gradito che le visite si prolungassero nel tempo. Riflettendoci insieme durante gli incontri di rete, è nata l’idea di trascorrere più tempo con queste persone, provando a raccogliere le loro storie di vita.
Il progetto “Storie di quartiere” rispondeva così al bisogno di socialità di queste persone sole, ma anche di coinvolgere alcuni beneficiari del progetto di inclusione sociale (Senzacca) e del Daycare, che si sono così impegnati nel preparare domande, sbobinare le interviste e, soprattutto, uscire di casa e andare a conoscere queste persone.
La pubblicazione dell’opuscolo contenente le storie di vita raccolte ha lo scopo di valorizzare ciascuna delle persone coinvolte e i propri vissuti, nella consapevolezza che la narrazione e la parola scritta sono veicolo di relazione e di memoria, e che il tessuto sociale di un quartiere è fatto anzitutto delle persone che l’hanno vissuto e lo vivono ogni giorno.
Le voci di chi ha partecipato
In occasione della Festa dei vicini 2026 dello scorso 29 maggio, Patrick, Paolo e Chaima hanno presentato ai cittadini del quartiere riuniti nel cortile della Biblioteca il progetto che li ha visti coinvolti. Ecco alcune delle parole che hanno usato per descrivere questa loro esperienza:
Tutto è iniziato dalla possibilità di una nuova esperienza. Attraverso la presentazione di un nuovo percorso, con la finalità della conoscenza e allo stesso tempo poter fare compagnia a persone anziane sul territorio, in special modo durante il periodo delle feste natalizie, abbiamo avuto la possibilità di scoprire come sia cambiato l’hinterland, i trasporti e i modi di vivere della città a distanza a di pochi decenni.
Se devo essere sincero mi è piaciuta molto questa opportunità ho potuto conoscere varie persone anziane che mi ricordano i miei nonni, ma anche gli operatori che ci hanno presentato e accompagnato in questi incontri. Spero che la nostra visita sia stata apprezzata, ma penso dentro di me che la risposta sia positiva.
La sincerità, l’apertura e l’accoglienza nei confronti di sconosciuti che ho trovato in quelle case mi ha fatto sentire a casa, il solo gesto di offrire un caffè non è scontato. La storia fa parte di noi, la storia di queste persone fa parte di ognuno di noi.
Per me è stata la prima volta, è stato bello e mi sono sentita accolta, a volte ero agitata prima delle interviste ma è andato tutto bene.
Il progetto prosegue: se anche tu vivi a Boccaleone e vuoi essere intervistato, scrivi a reteboccaleone@gmail.com











